Piazza Grande di Aprile è in Strada


Piazza-Grande-BO-aprile-2014-cover Il numero di aprile di Piazza Grande è dedicato al teatro di strada. In anteprima un estratto del romanzo di Wu Ming “L’armata dei sonnambuli”, che uscirà l’8 aprile per Einaudi. In una Parigi del 1794, in pieno clima rivoluzionario, tra esecuzioni e tumulti, un uomo in maschera si aggira sui tetti: è l’Ammazzaincredibili, eroe dei quartieri popolari, difensore della plebe, ieri temuta e oggi schiacciata da un nuovo potere. Il protagonista delle pagine che pubblichiamo (atto I, scena 9 «Tuona il cannone») è Léo, un attore di strada senza dimora. “Un conto è dormire su un carro. Un conto è dormire in un pagliaio. Tutt’altra cosa dormire sotto un ponte. […] Sotto, era la sua precaria e pericolosa dimora notturna. Sopra, e nelle vie intorno, era il suo luogo di lavoro”. Wu Ming è un collettivo di scrittori bolognesi che, nei suoi romanzi, porta in primo piano personaggi che la storia ufficiale ha condannato ad essere di sfondo, e utilizza le loro storie per rappresentare cambiamenti epocali. “Saltimbanco senza un banco su cui saltare e nulla, nessuna pozione per la virilità né lozione per capelli, da vendere. Gli toccava una vita di merda, all’attore”. Wu Ming ha deciso di pubblicare alcuni estratti del suo romanzo sui giornali di strada: un altro passo uscirà nel prossimo numero di Terre di Mezzo di Milano.

Nelle pagine interne, l’intervista al premio Nobel Dario Fo, che racconta il significato politico del recitare in strada negli anni ’60: “Il nostro teatro era determinato da qualcosa di incombente e brutale: la censura. Quante volte ci siamo messi a fare teatro per la strada perché ci avevano chiuso il teatro! È in quel momento comincia la vera rappresentazione, quando te lo vietano”. Sulla strada l’attore impara la vera improvvisazione: “Devi mettere in conto tutto: il cane che passa, il bambino che piange, il vigile che entra in scena e ferma lo spettacolo”. E poi, si concentra sul rapporto tra teatro e politica: “Molte volte noi attori mettiamo in scena una situazione assurda, paradossale, e poi, dopo alcuni giorni, tac! Arriva il personaggio della politica che riprende ancora gli stessi schemi e ci copia, senza rendersene conto e senza pagare i diritti d’autore. È sempre la realtà che copia il teatro, non viceversa”.

In copertina il volto di Massimo Macchiavelli, fondatore della Fraternal Compagnia, nata nel 1999 da un progetto di intercultura finalizzato a costruire laboratori per persone con problemi di esclusione sociale. L’attore racconta la sua esperienza, partita dai laboratori con persone tossicodipendenti, senzatetto e rom, fino ad arrivare alla tournée in Giappone. “Nella mia vita sono entrate le storie tristi, allegre, storie di persone, di un’umanità a me sconosciuta e dalla quale sono rimasto affascinato. Improvvisamente, recitare ha assunto un altro senso, è diventato uno strumento sociale per scardinare dei luoghi comuni”.

All’interno anche le storie di artisti come Antonino Anastasia, che racconta la sua esperienza al Festival Buskers di Ferrara, o il Circo Famigliagroup, una coppia con 4 figli che viaggia per l’Europa in camper portando in giro la propria musica. E poi Niccolò, Andrea e Roberto che girano per le piazze con i loro spettacoli: “Fare i cretini è un mestiere, e non è un mestiere come un altro. Dietro questo lavoro c’è anche il nostro stile di vita: un modo di vivere più spontaneo”.

Leonardo Tancredi

Pubblicato su www.piazzagrande.it